D&D manuale del giocatore 3.5


Dungeons & Dragons
Manuale del giocatore 3.5 

 

 

Valutazione: * * *
Casa Editrice: 25 edition
 

Sistema di gioco: d20 system
Recensione di Cid:

Si tratta
probabilmente del gioco di ruolo più amato/odiato in circolazione, e,
sicuramente, di quello più famoso… Si tratta davvero di un Gioco di Ruolo
così leggendario?!? Vediamolo subito:

Presentazione:
Niente da
dire sulla presentazione, tralasciando la fama che precede il nome della serie
di giochi di ruolo a cui si affida, il manuale del giocatore si presenta
bene… Una bella copertina, immagini che accompagnano in armonia i vari testi,
un italiano corretto… diciamo che lo stile c’è, e si potrebbe pensare, ad
occhio, di aver speso saggiamente i propri soldini. Penso tuttavia che,
sopratutto in un Gioco di Ruolo, la presentazione e le immagini di sfondo siano
relative, la cosa più importante è il contenuto del libro…

Sistema di Gioco:

Prima di
esaminare il sistema di gioco vi dico già una cosa: se volete il realismo,
oppure tecniche di gioco avanzate da un gdr (se non entrambe le cose), lasciate
pure il libro sullo scaffale, e puntate a leggere recensioni di altri libri,
perchè state perdendo tempo…
Essenzialmente,
le regole sono le stesse proposte nella precedente 3.0, certo, rivedute,
corrette e con equilibri tra le classi meno precari, ma le regole
fondamentalmente rimangono invariate.
Parliamo
sempre di un sistema di gioco irrealistico al 75%, adatto agli amanti
dell’azione pura oppure a chi non ama ragionare nei combattimenti. Si finisce
presto ad una gara su chi ha meno punti vita, tattiche praticamente
inesistenti, si arriva  ad una sensazione
di onnipotenza quando il proprio personaggio arriva ad 1 punto ferita,
praticamente morto, ma senza alcuna penalità, proprio come se avesse ancora il
100% delle forze, oppure si rimarrà profondamente amareggiati quando un
topolino di campagna, con un critico, toglierà in qualche modo la vita al
vostro amato personaggio.
Sono lati
chiaramente negativi, ma anche positivi: la struttura di gioco è dannatamente
semplice, e praticamente chiunque impiegherà poco tempo a capire le meccaniche
di gioco, anche chi non vanta alcuna esperienza in giochi di ruolo o
videogiochi. Videogiochi… alcuni dicono che Dungeons And Dragons sia simile
ad un videogioco in versione cartacea… Non esattamente: persino nella maggior
parte dei videogiochi odierni, per quanto si possa essere potenti, basta
qualche mazzata per spedirti al creato, cosa che qui non succede tanto
facilmente una volta raggiunti i livelli elevati. Parlando di livelli è cosa
buona e giusta parlare del sistema di crescita dei personaggi: anche qui nulla
di complicato. Si raggiunge un certo ammontare di punti esperienza e si passa
di livello. A parte il fatto che certe classi crescono di potenza fin troppo
velocemente (chi ha parlato di Maghi?!?!), direi che su questo lato non ci sia
nulla di male: va bene, non è per niente realistico, perchè nella vita reale
effettivamente non si passa di livello in una classe, ma stiamo parlando di un
gioco di ruolo fantasy…

Differenze:

Parlando
di differenze dalla 3.5 alla 3.0, bisogna dire che gli sforzi per rendere più
equilibrate le classi si possono notare facilmente: basta vedere per esempio la
classe del Ranger, che ora è finalmente giocabile e possiede un suo perchè,
anche con un certo fascino (finalmente possiede capacità da cacciatore, non è
una versione sottosviluppata del guerriero, ma un misto tra guerriero, ladro
con qualche capacità da druido), oppure il Barbaro che vede notevolmente
migliorata la propria capacità di fuira. Se pensavate che questa 3.5 migliorasse
la flessibilità delle classi, dimenticatevelo: le classi rimangono
specializzate ed un guerriero non lancerà mai magie a meno che non acquisti
qualche livello in un altra classe. Questo non è da vedere come lato negativo:
incentiva la collaborazione tra i vari giocatori, che si ritrovano con
personaggi specializzati (in alcuni casi anche estremamente), e se un giocatore
desidera un tuttofare può buttarsi su Bardi, Paladini e Ranger. Sopratutto per
i novizi, oppure per coloro che non vogliono perdere troppo tempo sulle schede,
il sistema di classi resta un buon metodo, mentre chi vuole una
personificazione del personaggio più approfondita storcerà sicuramente il naso.
Sono stati riveduti molti incantesimi, rendendoli meno potenti e quindi più
competitivi.

Valutazione

Non
stiamo parlando nemmeno lontanamente della perfezione, ma neanche di un totale
fallimento. Presenta un aspetta che è allo stesso tempo un pesante vantaggio e
un catastrofico svantaggio: lo stile di combattimento, di creazione del personaggio
e, in generale, di gioco, è molto semplice, adatto ai novizi oppure a chi non
ha voglia di “perdere tempo” in regole e personificazione dei propri
personaggi. Il lato che maggiormente penalizza questo gioco è la monotonia: i
combattimenti alla fine si rivelano essere troppo ripetitivi, ed ai livelli più
alti le cose, purtroppo non cambiano. Un gdr che vale la pena acquistare se,
come già detto, si vuole una vita semplice

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3 thoughts on “D&D manuale del giocatore 3.5

  1. mmm, secondo me è meglio che togli quella “A” prima di D&D, di Advanced Dungeons and Dragons ce n’è uno solo ^^

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